.: Il Territorio
Il paese è situato su un declivio sopra ad
una rupe di tufo del tipo di quello di Volterra, ad
una altezza di circa 453 m sul livello del mare da
cui dista circa 20 miglia.
Il clima è mite e le strette viuzze del paese
portano piacevoli correnti d'aria provenienti dalle
vicine valli del Rio Maio e del Biferno.
A
causa della sue caratteristiche famose collegate
alle frane per lo più dovute ai grossi
torrenti come il Vallone della Terra, il Rio
Maio che, ove non arginati, corrodendo la terra
creando il pericolo di scivolamento dell’abitato
a valle verso il fiume Biferno, risulta singolare
un detto arcinoto un po’ sarcastico in
base al quale Castellino prima era “del
Biferno”, adesso è “sul Biferno”
e fra qualche anno sarà “nel Biferno”.
Forse è la continua lotta contro questo
perenne pericolo o forse v’è qualcos’altro
che favorisce il profondo attaccamento dei Castellinesi
in ogni parte del Mondo al loro Paese. |
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Tra le famose frane ricordiamo, la frana di Via Roma
degli anni settanta sulla quale oggi insiste uno stupendo
e decorativo Parco Giochi; l’immenso movimento
franoso di Orto Udone avvenuto nel 1994 che ha minacciato
seriamente buona parte del centro abitato, oggi consolidato
e sul quale sorge un incantevole parco geobotanico
multiaromatico, ma che non ha risparmiato due case
trascinate a valle a circa 150 metri di dislivello.
I continui interventi statali e Regionali multimiliardari,
succedutisi fin dall’ultimo dopoguerra, tesi
a consolidare l’intero abitato, hanno sortito
l’effetto desiderato, Castellino non si muove
più, o meglio: se si muove, si muove molto
più lentamente; attanagliato da sempre da un
dubbio amletico per cui tutti si chiedono se si chiama“Castellino
del Biferno” o “Castellino sul Biferno”.
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La Morfologia
L’architettura della parte medievale lascia
presupporre che Castrum Eudolini avesse diversi livelli
di difesa ovvero almeno due che però erano,
proprio come si dimostrarono, adatti allo scopo di
difesa per cui erano stati progettati: il primo livello
era quello della difesa “a distanza” cioè
quella difesa che veniva concretizzata con fionde
catapulte archi e frecce ed altro.
Il secondo livello di difesa era quello “ravvicinato”
e veniva applicato allorquando il primo livello veniva
“sfondato”.
Questo livello di difesa prevedeva da parte delle
donne Castrum Eudolinesi che stavano in casa, la preparazione
di olio e vino bollente che veniva tirato addosso
agli invasori dalle proprie finestre, a distanza ravvicinata
– all’interno delle “rue”
strette - costringendo i nemici alla resa ed a demordere
dagli attacchi successivi a causa delle gravi ustioni
che essi riportavano durante i loro tentativi di invasione.
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La Natura
Oggi invece Castellino possiede imponenti
riserve ambientali, fiabeschi i sentieri
naturalistici percorribili a piedi a cavallo
ed anche in mountain-bike. Durante questi
tragitti, di tanto in tanto, vi sono decorative
aree sosta attrezzate che sorgono per lo
più nelle prossimità delle
numerosissime fontane di sorgenti naturali
recentemente ripristinate.
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Castellinesi nel mondo
Agli inizi del '900 molti castellinesi si diressero
in USA, ove residua una comunità di 200 oriundi.
Successivamente si diressero in Argentina (400): qui
esiste una storica associazione intitolata alla Madonna
delle Grazie. Dopo il 1945 molti castellinesi si sono
diretti in Canada (400 in Ontario, nella città
di Santa Catarina vi è una associazione intitolata
alla Madonna delle Grazie).
In Australia (200, specie ad Adelaide) e anche nei paesi
europei, nonchè nell'emigrazione interna.
Le relazioni con gli emigrati sono mantenute vive da
oltre 20 anni dal gruppo folk "Eudolino",
che stampa l'omonimo giornale annuale di collegamento,
in cui vi è largo spazio per comunicati da/verso
il paese.
Questo gruppo ha anche allestito la Mostra permanente
di oggetti e fotografie della tradizione popolare-artistico-artigianale.
Ai turisti etnici, che d'estate si trattengono in paese
(in media 300 per 25 giorni), vengono distribuite foto,
cartoline, libri, materiale turistico. Agli stessi si
fornisce l'animazione culturale e ludico-sportiva, nonchè
l'accompagnamento turistico. Vengono organizzati anche
viaggi in bus.
I rapporti bilaterali sono molto curati, distinguendosi
per continuità e profondità (vedi la cura
per i parenti coinvolti nella frana del 9/2/1994).
Molti castellinesi si sono affermati all'estero in tutti
i campi. In paese se ne citano alcuni: - il medico Di
Fabio Bruno Massimiliano (Argentina) - Masciantonio
Luigi, presidente dei piastrellisti di Maylands (Australia)
- Fratangelo-Lombardi Adelina, casa di moda, Pittsburg
(USA) - Fratangelo Marianna (interprete, USA) - Daw
Fratangelo (giornalista NBC - USA) - Angelo Persichilli
(giornalista - Toronto). Ma se in passato molti castellinesi
hanno lasciato Castellino del Biferno per trovare fortuna
o per esprimere il proprio talento in realtà
più grandi, in questi ultimi anni molti di loro
hanno fatto rientro nel paese di origine grazie ad una
politica da parte dell'Amministrazione improntata anche
sulla ripopolazione del territorio.
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La Tradizione
Le tradizioni vengono preservate in buono stato,
una fra tutte fa riscontrare un notevole apprezzamento
a causa forse della sua unicità: il “Pizzichentò”,
torre umana costruita a mò di cerchio da
persone che si predispongono su tre livelli e
girano per le vie del paese facendo ruotare la
torre e contestualmente intonando strofe di un
canto particolare volto ad incitare quelli che
stanno nei cerchi sottostanti a non mollare ed
alternatamene quelli che stanno nei cerchi superiori
di non lasciare per non fare “la botta”,
praticamente non cadere. |
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Artigianato
I portali in pietra bianca e cenerina, vanto e decoro
del centro abitato sono opera degli scalpellini locali
i quali hanno contribuito a rendere interessante, dal
lato artistico, anche il cimitero ed il "Calvario".
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Molto
suggestivo è l’imponente bronzo
di Bibbò, raffigurante il Frate di
Pietrelcina Padre Pio oggi San Pio, Sannita
come il popolo Castellinese. Il bronzo posto
su un decoroso complesso monumentale in
pietra lavorata, è formato da bronzo
titolato di rame all’ 85 %, è
alto due metri e pesa 255 chilogrammi.
Vera opera d’arte dedicata agli emigranti
ed al Mondo Intero, realizzata con il sistema
della cera perduta con unico calco, andato
distrutto per volere e su commissione del
popolo di Castellino e dell’Amministrazione
Comunale. Apprezzata per la sua unicità,
per i lineamenti artistici oltre che per
quello che rappresenta. |
Castellino
del Biferno è noto anche per le produzioni
di vino ed olio, di ottima qualità,
ma di scarsa produzione a causa della metamorfosi
socio-cultureale che si è verificata
fin dal dopoguerra cioè quando la
gente ha abbandonato l’agricoltura
per dedicarsi ad altri settori.
Spiccata considerazione va data al Borgo
medievale, nel quale si possono apprezzare
i vari ingressi “Rue” del Paese,
realizzati come tunnel, piccole gallerie
all’interno delle quali venivano attaccati
gli invasori di un tempo. |
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Le chiese
S.
Pietro in Vinculis: chiesa parrocchiale a tre navate
ampliata nel 1797, all'interno della quale è
possibile ammirare la bellezza delle 13 statue, fra
le quali emergono quella dell'Assunta e di S. Giovanni
Battista.
La
Cappella della B. V. delle Grazie che domina il centro
abitato, fu costruita intorno al 1300 e venne ampliata
nel 1837; in essa si trova la statua della Vergine delle
Grazie alla quale il popolo castellinese è molto
legato. .:
"Il Nuovo"
Castellino
del Biferno ha in serbo per le nuove generazioni nuove
opere di costruzione rivolte sia all'educazione, con
il progetto della nuova scuola, sia alle attività
ludiche quali la pista ciclabile e le attrezzature
sportive all'interno del nuovo edificio scolastico.
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